Alla scoperta delle sette spiagge di Gaeta in paddleboard

Guest post di Annalisa Spinosa

Settembre. Il mese più bello per godersi il mare. Siamo a Gaeta, la ” Perla del Tirreno”, una bellissima penisola del Lazio a metà strada tra Roma e Napoli.

IO e mio marito siamo amanti del Sup, lo stand up paddle. Quale momento migliore per poter praticare questo sport? Vento favorevole, mare calmissimo.

Decidiamo di fare una traversata sotto costa provando ad arrivare alla spiaggia di San Vito partendo dalla spiaggia di Serapo, l’arenile principale della città. Distanza stimata circa 6 chilometri.

Promontorio di Monte Orlando visto dal pozzo del Diavolo
Promontorio di Monte Orlando visto dal pozzo del Diavolo – Photo Credit: Annalisa

Partenza

Andiamo prima verso sinistra alla scoperta della Grotta del Turco, una spettacolare fenditura della montagna, che vissuta da mare scatena meravigliose sensazioni.

Calma e silenzio. Frescura. Il fruscio del mare cristallino che accarezza gli scogli. Dalla tavola non si vede il fondo. Credo che in questo punto il mare sia molto profondo.

Con il sole si creano degli splendidi riflessi verdi e turchesi sull’acqua. Guardando verso l’alto si può apprezzare la magnificenza dell’intera grotta, uno spettacolare antro naturale.

Si dice che questa grotta sia così chiamata perché negli anni del Ducato di Gaeta, nel IX secolo, i saraceni vi si nascondevano con le loro navi, per poter cogliere di sorpresa le imbarcazioni in transito nella zona, attaccandole e depredandole dei loro carichi.

Nella Grotta del Turco
Nella Grotta del Turco – Photo Credit: Annalisa

Ci dirigiamo poi verso la spiaggia di Fontania. Acqua traslucente, scogli che affiorano in maniera ordinata sull’orlo dell’acqua. La spiaggia conserva ancora i resti della sontuosa villa dell’epoca romana del console Gneo Fonteo, dal quale prende il nome.

A brevissima distanza dalla spiaggia di Fontania ci accostiamo alla “Nave di Serapo“, un isolotto roccioso così chiamato perché da lontano ricorda lo scafo di una nave. Secondo una leggenda infatti, pare fosse stata la nave dei Feaci, tramutata in pietra dalla Maga Circe, ferita perché questi avrebbero riportato Ulisse nella sua natìa Itaca, allontanandolo da lei.

Spiaggia di Fontania vista dall'alto
Spiaggia di Fontania vista dall’alto – Photo Credit: Annalisa

Quindi andiamo verso il Pozzo del Diavolo, o Pozzo delle Chiavi, una grotta in cui ci infiliamo cautamente, che presenta un camino che si apre all’esterno, sulla collinetta sovrastante. La cavità marina ci lascia senza fiato. Le rocce ci avvolgono con il loro silenzio e con i colori tenui dovuti alla scarsa infiltrazione della luce dall’alto.

All’interno del pozzo del Diavolo – Photo Credit: Annalisa

Spalle al pozzo, continua l’escursione, e giungiamo nella caletta più bella del golfo. La trasperenza dell’acqua è impressionante. I colori vanno dal verde chiarissimo all’azzurro intenso.

Si può giungere fin qui solo a nuoto, in barca, canoa, pedalò…o come noi con i sup.

La bellissima spiaggia dei Quaranta Remimerita una visita. Nuotare in queste trasparenze rigenera corpo e mente.

Continua la nostra traversata verso la spiaggia dell’Ariana, un tratto di costa sabbiosa a circa 3 chilometri dal centro di Gaeta, raggiungibile lato strada dalla Litoranea. Da mare ci avventuriamo passando attraverso ai famosi “tre cani”, tre grandi scogli vicini che sono il segno distintivo di questa spiaggia.

Oltrepassando il promontorio ci troviamo alle Scissure, con la torre omonima che troneggia sul promontorio, e il suo arenile di sabbia finissima. Qui il mare non ha nulla da invidiare a quello dei Caraibi.

Torre Scissure
Torre Scissure – Photo Credit: Annalisa
Le Scissure
Le Scissure – Photo Credit: Annalisa

Siamo così giunti alla spiaggia dell’Arenauta. La sabbia è molto fine, e la trasparenza dell’acqua, nonché la sua inaccessibilità, rendono questo tratto di costa un vero paradiso.

La spiaggia dell’Arenauta infatti è anche conosciuta come Spiaggia dei 300 gradini, proprio perché l’unico modo di raggiungere l’arenile sottostante è scendendo appunto 300 scalini. Un paradiso naturale e ancora selvaggio, che in questo periodo è quasi deserto.

Baia di San Vito e Monte a Mare
Baia di San Vito e Monte a Mare – Photo Credit: Annalisa

La pagaiata è impegnativa in questo tratto, per via delle molte imbarcazioni che sopraggiungono. Ma comunque riusciamo ad arrivare finalmente alla baia di San Vito, che si trova subito dopo l’omonima Torre sul promontorio. Uno dei luoghi più belli di tutta la riviera pontina.

Calette, grotte marine, acque limpide e sorgenti naturali rendono questa baia un paradiso. Finalmente un meritato tuffo.

Baia di San Vito- Grand Hotel Le Rocce
Baia di San Vito- Grand Hotel Le Rocce – Photo Credit: Annalisa

Arrivo

Tempo di percorrenza: 1 ora e 37 minuti ( ma ci siamo fermati per le foto in tutte le baie, mediamente si impiegano in paddleboard 40/45 minuti)

Distanza percorsa: 6,65 km

Calorie bruciate: 491, ma anche qualcosa in più

Ti è piaciuto il nostro itinerario con il paddleboard? Praticare questo sport consente di vivere grandi emozioni, perché ti permette di esplorare posti che dalla terraferma sono praticamente inaccessibili, come le grotte marine.

Se vuoi saperne di più leggi qui —-> Il Paddleboard, lo sport che sta prendendo piede anche in Italia.


Guest post di Annalisa Spinosa

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