Dal cucchiaio alla città, la Milano di Gio Ponti

Un paio di settimane fa, ho partecipato all’interessante tour “Dal cucchiaio alla città: sulle tracce di Gio Ponti“, proposto da Elesta Travel.

Mi sono divertita a scoprire il capolouogo lombardo sotto una nuova veste ed ho imparato numerose curiosità ed annedoti sulla vita e le opere del noto architetto Gio Ponti.

Dal cucchiaio alla città: La storia di Gio Ponti

Gio Ponti è nato a Milano il 18 novembre 1891. E’ stato un’importante architetto, designer e saggista e con le sue opere ha segnato la storia della città meneghina.

Si laureò in Architettura al Politecnico di Milano nel 1921, con qualche anno di ritardo a causa della sospensione per la Prima Guerra Mondiale. Nonostante i tempi bui della guerra, l’artista riuscì a trovare una nota positiva: trasse ispirazione per le sue future opere dalle ville venete di Palladio, da cui assorbì la classicità. Nello stesso anno della laurea, iniziò la sua attività di architetto.

Ville palladiane
Ville palladiane

Nel 1925 iniziò la sua collaborazione con la famosa industria ceramica Richard Ginori.

Tre anni più tardi, fondò la rivista Domus, una delle riviste di architettura più importanti del settore, che diresse fino alla sua morte. La rivista era caratterizzata da fotografie d’effetto con brevi didascalie e testi esplicativi con riflessioni. Il suo obiettivo era quello di raggiungere un pubblico più ampio, rispetto a quello colto dei decenni precedenti.

A partire dal 1952 iniziò a pieno la sua fiorente attività di architetto. Questo è il periodo in cui realizzò le opere più importanti per cui è ricordato.

Gio Ponti morì nel 1979 ed è sepolto nel Cimitero Monumentale di Milano.

Dal cucchiaio alla città: Le più importanti opere di Milano

Milano è la città dove Gio Ponti realizzò molte delle sue opere.

La prima casa nel capoluogo lombardo dell’architetto fu la casa di Via Randaccio 9, costruita tra il 1924 ed il 1926. E’ in stile puramente palladiano, con un’impronta Decò arricchito con pinnacoli.

Tra il 1931 ed il 1933 costruì le Domus di via De Togni, Julia, Carola e Fausta. Sono caratterizzate da facciate colorate ed allineate e da esse prese il nome per la sua rivista.

Chiesa di San Luca Evangelista

A seguito del repentino aumento della popolazione milanese da 700 mila ad un milione di abitanti, si rese necessaria la creazione di nuovi edifici abitativi e di centri di aggregazione sociale.

La Chiesa di San Luca Evangelista fu uno di questi interventi. E’ uno dei luoghi di culto più importanti realizzati da Gio Ponti a Milano, assieme alla Chiesa di San Francesco al Fopponino (1961-1964) e alla Cappella di Santa Maria Annunciata dell’ospedale San Carlo (1964-1965).

Si trova nei pressi di Piazzale Piola, esattamente in Via Andrea Maria Ampère ed è il punto di partenza del tour proposto da Elesta Travel.

La Chiesa fu commissionata nel 1957 dall’allora arcivescovo di Milano, Giovanni Battista Montini e venne inaugurata nel 1961.

Chiesa di San Luca Evangelista, Milano
Chiesa di San Luca Evangelista, Milano

Già la facciata esterna è di grande effetto! E’ rivestita da piastrelle esagonali in gres ceramico grigio a punta di diamante con le porte più esterne che emergono da essa. E’ decorata con una rielaborazione della croce di Gerusalemme, realizzata con piastrelle non diamantate, allo scopo di creare una caratteristico gioco di luce.

Chiesa di San Luca Evangelista, Milano
Chiesa di San Luca Evangelista, Milano

L’interno è veramente affascinanta. Gio Ponti è riuscito a ricreare una specie di doppio tetto. La parte all’ingresso ed in corrispondenza dell’altare hanno un soffitto più alto con la luce che arriva da piccole fessure poste sul bordo della facciata. La navata, invece, è in penombra, con un controsoffito più basso. Il colore del soffitto, inoltre, è azzurro, per ricreare una sorta di cielo che si protende verso i fedeli.

Chiesa di San Luca Evangelista, Milano
Chiesa di San Luca Evangelista, Milano

Molto d’effetto sono anche le vetrate colorate poste ai lati della navate centrale.

Chiesa di San Luca Evangelista, Milano
Chiesa di San Luca Evangelista, Milano

Il crocifisso sopra l’altare è un’opera storica risalente al 1500-1600 ed è collocato isolato sulla nuda parete.

Chiesa di San Luca Evangelista, Milano
Chiesa di San Luca Evangelista, Milano

Gio Ponti, come in tutte le sue opere, ha curato ogni minimo dettaglio. Per esempio, le panche di legno sono state progettate dall’architetto e sono ancora quelle originali, così come i confessionali.

Chiesa di San Luca Evangelista, Milano
Chiesa di San Luca Evangelista, Milano

Non ci sono cappelle sui lati perimetralia, solamente due angoli, uno con l’organo ed uno con il battistero.

Chiesa di San Luca Evangelista, Milano
Chiesa di San Luca Evangelista, Milano
Chiesa di San Luca Evangelista, Milano
Chiesa di San Luca Evangelista, Milano
Chiesa di San Luca Evangelista, Milano
Chiesa di San Luca Evangelista, Milano

In Via Vallazze, a fianco della chiesa, si trova un edificio bianco, anch’esso progettato e realizzato da Gio Ponti.

Via Vallazze, Milano
Via Vallazze, Milano

In questo edificio abitativo, si può notare lo stile dell’architetto. Per lui la casa doveva essere un luogo accogliente per chi la abita e deve essere aperta al paesaggio. Per questo ultimo particolare, la maggior parte delle sue opere presente al piano più alto una grande terrazza.

Questo edificio è, inoltre, un caso particolare dell’architettura di Ponti perchè è di colore bianco. Solitamente l’architetto utilizza dei colori vivaci (rosso mattone, giallo ocra, verde) per creare solarità e realizzare un’architettura che dialoghi con il contesto.

Un’altra splendida opera di Gio Ponti che, però, non si trova a Milano, ma bensì a Taranato è la Concattedrale Gran Madre di Dio. Si tratta di una struttura molto scarsa, ma di grande impatto che l’architetto realizzò nell’ultima parte della sua vita.

Concattedrale Gran Madre di Dio (Taranto)
Concattedrale Gran Madre di Dio (Taranto)

Grattacielo Pirelli

La seconda tappa del tour è Grattacielo Pirelli in zona Stazione Centrale.

Prima di quel giorno non sapevo che questo gigante fosse stato creato da Gio Ponti!

Grattacielo Pirelli, Milano
Grattacielo Pirelli, Milano

L’edificio venne realizzato per ospitare la nuova sede della grande azienda Pirelli, che dal 1872 aveva sede in Viale Abruzzi.

I bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale danneggiarono il 60-70 percento degli edifici milanesi, realizzando un ottimo terreno per gli archittetti che pensarono al modo di rimodernare la città. La Stazione Centrale venne arretrata, dove si trova oggi e venne realizzato il nuovo Centro Direzionale.

In particolare, esso sorge nell’area dove si trovava la vecchia fabbrica la Brusada, anch’essa gravemente danneggiata dai bombardamenti.

Gio Ponti progettò il Pirellone assieme agli architetti Fornaroli e Rosselli. Il progetto si basa sull’idea di un missile che si slancia verso l’alto. Per questo i corpi bassi non sono collegati all’edificio principale.

Si ha il concetto di forma conclusa (che non può essere ampliata nè in altezza nè in larghezza), data dal tetto piano con una veletta staccata dal resto dell’edifcio, che somiglia ad un cappello.

Grattacielo Pirelli, Milano
Grattacielo Pirelli, Milano

Si pensa che il taglio laterale del grattacielo, sia stato ispirato dalle sezioni degli pneumatici.

Per Gio Ponti, si tratta di un’opera non perfettamente riuscita perchè nel suo progetto originale, nella sezione laterale non dovevano esserci le solette che distinguono i piani, aggiunte in sede successiva per una migliore stabilità. Per l’architetto esse interrompono lo slancio verticale dell’edificio.

Si ha l’orizzontalità, data dalle decorazioni ad effetto “pigiamone a righe“.

Grattacielo Pirelli, Milano
Grattacielo Pirelli, Milano

Inizialmente, la maggior parte dei materiali utilizzati per gli interni, erano stati forniti direttamente dalla Pirelli. In seguito, dopo l’acquisto da parte di Regione Lombardia, essi vennero sostituiti.

Grattacielo Pirelli è stato realizzato in calcestruzzo armato e non in acciaio (molto diffuso in America) perchè quest’ultimo era troppo costoso per il territorio italiano.

Si tratta di uno degli edifici più alti realizzati in calcestruzzo armato (127.10 metri d’altezza).

Per questo venne copiato numerose volte nel Mondo, come per il grattacielo Telefunken di Berlino.

I falchetti Gio e Giulia

Una menzione merita la bellissima storia dei falchetti Gio e Giulia. 😉

Una coppia di falchi pellegrini ha nidificato sul tetto del Grattacielo Pirelli.

Si tratta di un evento storico e molto importante per la città di Milano.

I primi segni di nidificazione risalgono al 2014, ma è solo quest’anno, 2017, che i due falchi si sono stabiliti nel nido creato apposta per loro sulla sommità del grattacielo.

Falco Pellegrino
Falco Pellegrino

Dopo un periodo di corteggiamento, hanno deposto delle uova, da cui sono nati ben due falchetti, battezzatti Gio e Giulia, dall’architetto Gio Ponti e sua moglie, Giulia Vimercati.

Per scoprire di più su questa storia molto curiosa, è stato creato un sito web ed una pagina Facebook.

Casa Torre Rasini

Dopo il Grattacielo Pirelli, con il tour di Elesta Travel ci spostiamo in zona Porta Venezia, dove è presente un’altra opera di Gio Ponti, Casa Torre Rasini.

Come già avrai capito dal nome, questa casa è caratterizzata da una grande torre arancione.

Casa Torre Rasini, Milano
Casa Torre Rasini, Milano

Il complesso fu realizzato tra il 1932 ed il 1935 dalla collaborazione tra Gio Ponti ed Emilio Lancia. Si trova all’angolo tra Corso Venezia ed i Bastioni di Porta Venezia, nei pressi dei Giardini Indro-Montanelli.

E’ composto da due strutture: la parte bianca, posta su Corso Venezia, per riprenderne lo stile, e la torre, posta vicino all’entrata dei Giardini che rispecchia lo stile di Ponti.

Nella facciata su Corso venezia sono stati creati dei motivi grafici sul marmo per evitare una facciata scarna.

Casa Torre Rasini, Milano
Casa Torre Rasini, Milano

Per quanto riguarda la torre, oltre al colore vivido, ciò che colpisce di più sono i bovindi e le finestre irregolari.

Casa Torre Rasini, Milano
Casa Torre Rasini, Milano
Casa Torre Rasini, Milano
Casa Torre Rasini, Milano
Casa Torre Rasini, Milano
Casa Torre Rasini, Milano

Entrando all’interno dei Giardini, si può ammirare il cortile interno di questo complesso e scoprirne un’altra particolarità: all’interno ogni facciata ha un colore diverso, molto caldo e vivido.

Casa Torre Rasini, Milano
Casa Torre Rasini, Milano

Anche qui, come nella casa di Via Vallazze, si può notare il sistema di terrazze che caratterizza i piani alti dell’edificio.

Casa Torre Rasini, Milano
Casa Torre Rasini, Milano

Il planetario di Portaluppi

Passeggiando per i giardini, la nostra bravissima guida, ci porta un confronto tra Gio Ponti e Piero Portaluppi.

I due architetti vissero più o meno nello stesso periodo storico, ma seguirono due forme d’arte completamente diverse.

Il planetario Hoepli, presente all’interno dei Giardini Indro Montanelli, ne è il più spiccato esempio.

Planetario Hoepli, Milano
Planetario Hoepli, Milano

Portaluppi amava giocare mescolando gli stili architettonici.

Questo edificio, infatti, presenta nella parte anteriore uno stile ispirato al tempio classico associato a dell’ironia: le finestre laterali hanno delle forme spezzate e le facciate sono decorate da stelline dorate.

Planetario Hoepli, Milano
Planetario Hoepli, Milano

Il planetario Hoepli di Milano è uno dei più grandi edifici d’Italia e d’Europa per l’osservazione del cielo.

Altre opere di Gio Ponti

Mentre aspettiamo l’autobus che ci porterà verso l’ultima tappa del nostro tour, la guida ha colto l’occasione di raccontarci alcune delle altre opere di Gio Ponti.

Villa Planchart, Caracas

Villa Planchart è stata dedicata ad Anala e Armando Planchart. Sorge su una collina della città di Caracas in Colombia.

Siamo intorno al 1950 ed è caratterizzata da una copertura a forma di vela.

Villa Planchart, Caracas
Villa Planchart, Caracas

Come nella maggior parte dei suoi progetti, Ponti si prese cura anche dell’interno della casa, acquistando numerose opere di diversi artisti italiani.

Dal cucchiaio alla città: La collaborazione con Richard Ginori

Dal 1925 Gio Ponti iniziò la sua collaborazione con Richard Ginori, una nota industria della ceramica. Divenne il nuovo direttore artistico dell’azienda, rinnovando la produzione. Ricevette un premio d’onore ad un’esposizione nella Villa Reale di Monza e, sempre nel 1925, prese parte all’Esposizione internazionale di arti decorative e industriali moderne di Parigi, dove vinse il “Grand Prix”.

Introduce nella produzione dei pezzi ed alcuni seriali, per aumentare il pubblico.

Il negozio milanese si trova in zona Brera, esattamente in Piazza San Marco, 3. Ti consiglio di farci un salto, anche fuori dal tour, puoi ammirare dei veri capolavori.

Naturalmente, non ci sono solamente delle opere di Gio Ponti, ma anche di altri grandi artisti.

Un esempio, sono queste bellissime uova colorate, alcune decorate a mano, altre a stampa.

Uova, Richard Ginori
Uova, Richard Ginori
Uova, Richard Ginori
Uova, Richard Ginori

Ritornando a Ponti, la prima opera che risalta all’occhio è il grande vaso posto sulla sinistra dell’entrata principale.

Le donne di Gio Ponti, Richard Ginori
Le donne di Gio Ponti, Richard Ginori

Questo particolare vaso bianco e blu, del valoro di ben 48 000 euro, rappresenta le donne di Gio Ponti, i cui nomi sono indicati sul bordo in alto.

Le donne di Gio Ponti, Richard Ginori
Le donne di Gio Ponti, Richard Ginori

La versione più grande di questo vaso è stata da poco venduta all’asta a Roma per un valore di ben 115 000 euro!

In molti oggetti in ceramina viene utilizzata la decalcolmania, una particolare tecnica per la decorazione delle superifici, simile ai trasferelli che usavamo da piccoli.

Uno dei migliori contributi dell’architetto sono le famose Mani di Gio Ponti. Appena le ho viste sono rimasta a bocca aperta! Sembrano dei veri guanti e le decorazioni sono fantastiche.

Le Mani di Gio Ponti, Richard Ginori
Le Mani di Gio Ponti, Richard Ginori

Molto particolare è la Mano Fiorita, decorata con fiori modellati ed applicati a mano in porcellana bianca ed interamente placcata di oro zecchino. Non ho avuto il coraggio di chiedere il prezzo! 😉

Mano Fiorita, Richard Ginori
Mano Fiorita, Richard Ginori

Gio Ponti creò, poi, delle particolari stili di decorazioni.

La prima è catene:

Catene, Richard Ginori
Catene, Richard Ginori
Catene, Richard Ginori
Catene, Richard Ginori

Un’altra è labirinto:

Labirinto, Richard Ginori
Labirinto, Richard Ginori
Labirinto, Richard Ginori
Labirinto, Richard Ginori

In entrambe, il nome rispecchia la natura del disegno.

Altra opera di Gio Ponti sono questi due vasi:

Vasi di Gio Ponti, Richard Ginori
Vasi di Gio Ponti, Richard Ginori

Se ti chiedessi: “Secondo te, quale dei due costa di più?”, sicuramente risponderesti : “Mah, secondo me quello bianco!”.

E’ la stessa cosa che ho pensato anche io, ma la cara guida all’interno del negozio Richard Ginori ci ha subito smentito: il più costoso è quello rosso che rappresenta della amazzoni (ben 9 800 euro) perchè interamente decorato a mano, quello bianco costa solamente 740 euro (realizzato con la tecnica della decalcomania).

Gio Ponti amava l’avventura classica e, per questo, ha creato numerose opere con queste raffigurazioni:

Arte classica Gio Ponti, Richard Ginori
Arte classica Gio Ponti, Richard Ginori
Arte classica Gio Ponti, Richard Ginori
Arte classica Gio Ponti, Richard Ginori

Le opere di Gio Ponti per Richard Ginori mi sono piaciute veramente molto, peccato il costo. Mi sarebbe piaciuto poter portare a casa qualcosa, ma essendo veramente di lusso, non ce l’ho fatta. Chissa… Magari un giorno! 😉

Informazioni utili

Questo tour è stato realizzato da Elesta Travel. Si tratta di un percorso molto particolare caratterizzato da un gruppo molto piccolo (massimo 8 persone per visita) per permettere un contatto più personale con la guida. Tutti i partecipanti saranno dotati di auricolari in questo modo potranno andare alla scoperta in autonomia dei luoghi visitati, senza perdere il filo della spiegazione. Alla fine di ogni visita, ti sarà regalato uno splendido disegno fatto a mano a ricordo del percorso effettuato.

Regalo di fine tour, Elesta Travel
Regalo di fine tour, Elesta Travel

Ma non è finita qui: tutti gli itinerari di Elesta Travel sono interamente personalizzabili secondo i tuoi gusti e le tue richieste.


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9 Replies to “Dal cucchiaio alla città, la Milano di Gio Ponti”

  1. Milano offre tantissimi spunti. Anche noi che ci viviamo vicini non conosciamo tutte le sue potenzialità!
    Ben vengano questi tour che fanno scoprire queste cose!

    1. Hai perfettamente ragione! Anche chi abita a Milano molte di queste particolarità non le conosce! Secondo me riscoprire il paese in cui si vive può essere un modo per rendere più piacevole la vita di tutti i giorni!

  2. Non si smette proprio mai di imparare. Abito a Milano e non sapevo proprio di quante opere di questo grande architetto ci fossero. Ho preso nota e sicuramente non mancherò i andarle ad ammirare una ad una

    1. Grazie Mariacarla! Anche per te è stato veramente interessante! Prima di questo tour non conoscevo nemmeno l’esistenza di questo architetto!! Le sue opere sono veramente belle, in particolare modo le ceramiche di Richard Ginori!

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