>  Viaggi   >  Africa   >  Cosa vedere durante un viaggio in Tanzania oltre il classico safari?
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Quando inizi a pianificare e ti chiedi cosa vedere durante un viaggio in Tanzania, il pensiero corre subito ai safari. Savana, escursioni in jeep all’alba, animali che si muovono all’orizzonte. È normale, perché sono esperienze centrali e spesso indimenticabili.

La Tanzania, però, non si limita ai suoi parchi. È un Paese ampio e vario, dove paesaggi e ritmi cambiano non appena ti sposti dalle aree più frequentate. Il viaggio diventa più completo quando, oltre agli avvistamenti, inizi a considerare anche i contesti, le persone e i territori che fanno da cornice a quelle immagini così iconiche.

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I grandi parchi, dove impari ad aspettare

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Il Parco Nazionale del Serengeti e l’Area di Conservazione di Ngorongoro sono tappe che rientrano quasi sempre in un itinerario in Tanzania, e non è difficile capirne la ragione.

Le attività seguono i ritmi naturali. Si parte all’alba, quando la luce è più favorevole e gli animali sono più attivi, e si rientra nelle ore centrali o nel tardo pomeriggio. Nell’arco della giornata il paesaggio cambia tonalità e atmosfera, rendendo ogni uscita diversa dalla precedente.

Il safari, però, non è una corsa da un avvistamento all’altro. Le uscite possono durare diverse ore e alternano momenti intensi ad altri più tranquilli. Non sempre gli animali sono subito visibili e non tutto accade nel giro di pochi minuti.

Muoversi con calma, fermarsi quando la guida individua un segnale nel paesaggio e dedicare tempo all’osservazione permette di vivere l’esperienza in modo più completo.

Tarangire, più intimo e sorprendente

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Tra i parchi meno affollati, ma molto interessanti dal punto di vista paesaggistico, c’è Tarangire.

Il territorio è riconoscibile per la presenza dei grandi baobab e per il fiume che attraversa l’area, punto di riferimento per molti animali. Durante la stagione secca, in particolare, è frequente osservare gruppi numerosi di elefanti che si concentrano proprio vicino all’acqua.

Rispetto al Serengeti, l’area è più compatta e questo rende gli spostamenti meno dispersivi. La lettura del paesaggio è più semplice e si comprende meglio come acqua, vegetazione e fauna siano strettamente collegate.

Se stai decidendo cosa vedere durante un viaggio in Tanzania, inserire Tarangire può offrire un’esperienza più tranquilla e organizzativamente più gestibile, soprattutto all’interno di un itinerario che comprende più parchi.

Villaggi e mercati, la Tanzania quotidiana

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Uscire dai parchi nazionali cambia davvero la percezione del viaggio.

Si attraversano villaggi, si incontrano mercati locali, si percorrono strade meno battute. Non c’è più l’organizzazione precisa del safari, ma una realtà più spontanea e quotidiana. Le persone lavorano, vendono prodotti, si spostano da un paese all’altro. È la vita normale, senza filtri.

Anche una breve sosta lungo il percorso aiuta a capire che la Tanzania non è solo natura e animali selvaggi. È un Paese abitato, con ritmi e abitudini che fanno parte dell’esperienza tanto quanto i grandi parchi.

I laghi, un volto diverso del territorio

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Il Lago Manyara e le zone che circondano il Lago Vittoria presentano un ambiente diverso rispetto alla savana dei grandi parchi.

La vegetazione è più fitta, i campi coltivati si alternano ai centri abitati e l’acqua ha un ruolo centrale nell’organizzazione del territorio. In queste aree le attività legate alla pesca e all’agricoltura sono evidenti e incidono sulla disposizione dei villaggi, nonché sulle dinamiche quotidiane.

Inserire queste tappe nell’itinerario amplia la prospettiva sul Paese. Accanto alla dimensione naturalistica dei safari, permettono, infatti, di osservare come il territorio venga utilizzato e abitato nella vita di tutti i giorni.

Zanzibar, il mare che completa il viaggio

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Zanzibar è spesso l’ultima tappa dell’itinerario, soprattutto dopo diversi giorni tra parchi e lunghi spostamenti.

Il mare permette di rallentare e di recuperare energie, ma l’isola non si limita alle spiagge. Stone Town, ad esempio, conserva tracce evidenti delle influenze arabe, africane ed europee che hanno segnato la sua storia, riconoscibili nell’architettura così come nella struttura del centro.

Alternare qualche giornata di relax a brevi visite culturali rende la permanenza più equilibrata. In questo modo Zanzibar diventa una conclusione coerente del viaggio, non solo una semplice pausa balneare.

Dove dormire fa decisamente la differenza

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In Tanzania le distanze incidono davvero sull’organizzazione del viaggio. I trasferimenti tra un parco e l’altro possono richiedere diverse ore e le condizioni delle strade non sono sempre semplici. Per questo motivo la scelta dell’alloggio non è un dettaglio da lasciare in secondo piano.

Optare per una struttura ben collegata alle principali aree di interesse aiuta a ridurre gli spostamenti quotidiani gestendo meglio le giornate. Un resort per un soggiorno in Tanzania scelto con attenzione consente di alternare safari, visite e momenti di riposo senza dover rivedere continuamente il programma o affrontare trasferimenti inutilmente lunghi.

La Tanzania va vissuta con calma

Un errore frequente è programmare troppe tappe in pochi giorni. In Tanzania le distanze sono molto importanti e i trasferimenti possono richiedere diverse ore, soprattutto tra un parco e l’altro. Un itinerario troppo serrato aumenta la stanchezza e riduce il tempo effettivo dedicato alle visite.

Prevedere meno spostamenti e fermarsi più a lungo nelle stesse aree consente di sfruttare meglio le uscite nei parchi gestendo con più tranquillità eventuali imprevisti.

Quando decidi cosa vedere durante un viaggio in Tanzania, la differenza la fa la distribuzione delle tappe nel tempo. Inserire meno destinazioni, ma dedicarvi più giorni rende l’esperienza più sostenibile e, di conseguenza, maggiormente soddisfacente.

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Sono Cassandra, una giovane appassionata di viaggi e tecnologia. Vivo a Milano, dove mi sono laureata in Sicurezza Informatica e lavoro come tecnico informatico. Amo l'avventura e ho avuto la fortuna di visitare 29 Paesi in 5 continenti. Dal 2016 nel mio blog condivido le mie esperienze di viaggio, offrendo consigli utili per scoprire il Mondo in modo intelligente e conveniente.

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