Come sopravvivere a 17 ore di treno in 3 giorni?

Ebbene sì, non sto scherzando, nell’arco di un weekend ho trascorso ben 17 ore di viaggio a bordo di un treno. Vediamo come sono sopravvissuta!

17 ore di viaggio in treno

Sono partita dalla stazione di Milano Centrale con il treno Freccia Bianca 8815 delle 13.20 di venerdì pomeriggio alla volta di Monopoli in Puglia.

Il viaggio doveva durare circa 10 ore, 8 ore fino a Bari, scalo di 1 ora in stazione, ed un’altra ora di treno regionale per Monopoli.

All’inizio ti sembra tutto bello e tranquillo. Mi sono detta: “Ma si, che sarà mai, sono sopravvissuta a 15 ore del volo Doha-Sydney! Questa sarà una passeggiata!“.

Stazione di Milano Centrale
Stazione di Milano Centrale

Le prime 3-4 ore, in effetti, sono trascorse in fretta. Dalla quinta, però, inizia a farsi veramente dura!

Guardi la mappa: “Cavolo siamo ancora a metà d’Italia!”

Guardi l’ora: “Ma quand’è che passa? Quest minuti mi sembrano delle ore!

Ahia, le gambe… inizio a non sentirle più!

Ci siamo, ecco che iniziano i dolori ed il viaggio si fa sempre più interminabile!!

Arrivano le 20, io ho una fame da lupi! “Dai andiamo al bar, vediamo quello che c’è, sperando di non farci spillare mezzo portafoglio!

Percorro una, due, tre carrozze… “Cavolo, dov’è questo bar?” Passa un controllore e chiedo: devo andare fino alla carrozza 3, quindi, ancora due carrozze in avanti.

Fra slalom tra le persone, salto ad ostacoli con le valigie, finalmente arrivo nell’area ristoro. Chiedo che cos’abbiano da mangiare, ma i panini e le piadine sono finiti tutti. “I due ragazzi prima di te hanno preso le ultime due piadine al prosciutto che mi erano rimaste. Ora ho solamente qualche tubo di patatine, delle merendine e la caffetteria.”

Va bene… Prendiamo delle patatine ed un cappuccino (“Visto che sto anche morendo di sonno, oltre che di fame! Che viaggio tremendo!”).

Il conto: 4 euro, 2 per il cappuccino e 2 per le patatine. Ahia! Ma va beh… andiamo avanti!

Viaggio interminabile
Viaggio interminabile

Tornata a sedermi, dopo aver rischiato di cadere e di schiantarmi contro qualche persona almeno un centinaio di volte, decido di controllare l’orario, la posizione e l’eventuale ritardo. “Speriamo che almeno questo mi vada bene!“.

Ma, come sempre la mia fortuna è pari a quella di Fantozzi 😉 Il treno ha ben 30 minuti di ritardo. “Se aumenta rischio di perdere la coincidenza! Per di più questo vuol dire che non riuscirò a prendere nulla da mangiare in stazione! Riuscirò a trascinarmi fino al B&B?“.

Passata l’ultima oretta e mezzo, ormai cotta e ricotta da non sentirle più, ricevo la chiamata della persona che avrebbe dovuto aspettarmi a Monopoli, di nome Paolo. Il mio primo pensiero è stato: “No, cosa è successo ancora? Questa giornata non finisce più di farmi impazzire!“.

In realtà, fortuna o sfortuna questo puoi deciderlo tu, Paolo era all’aeroporto di Bari per recuperare un’altra persona arrivata con un volo da Milano, il quale aveva subito un ritardo di 40 minuti. Per questo mi propose di recuperarmi direttamente alla stazione del capoluogo pugliese, senza cambiare, e da lì saremmo andati tutti insieme a Monopoli.

Ovviamente, la mia risposta è stata: “Certamente, grazie mille!“.

L’ultima parte del viaggio mi è andata bene, mi sono risparmiata 1 ora di attesa in stazione ed un’altra ora di treno regionale!

Naturalmente le sorprese della giornata non erano finite qui, ma la parte non relativa ai treni te la racconterò in un altro post!

Viaggio in treno
Viaggio in treno

Calma, l’Odissea non è ancora finita! Questo era solamente il viaggio di andata: Milano – Monopoli.  Domenica sono, poi, ritornata con il treno Freccia Bianca 8890 delle 15.26 da Bari a Milano Centrale.

Questo viaggio di ritorno nel complesso è stato relativamente più tranquillo di quello di andata.

A parte un barbone che è salito ad Ancona e che ha continuato a girare per le carrozze in cerca di cibo e acqua fino a Bologna (“Come ha fatto a salire e rimanere per tutte queste fermate?”) ed un bel prosciugamento di portafogli per il cibo, me la sono cavata indenne.

Per la cena, questa volta il bar aveva qualcosa in più dell’andata, ma per un panino (semplice pane e prosciutto crudo) ed una Coca-Cola Zero, mi hanno chiesto ben 7 euro!! Voglio sperare che almeno quel prosciutto sia stato Jamòn Iberico!!!

Tanta noia, sonno e mal di gambe, ma finalmente sono arrivata a Milano. All’alba delle 23.25 stranamente, in orario.

Ora lasciamo stare l’altra avventura per trovare un mezzo e raggiungere casa…

Vediamo il lato positivo: sono sopravvissuta a questa grande peripezia e sono qui per raccontartela 😉

Viaggio in treno
Viaggio in treno

Ti starai chiedendo: “Ma perché un massacro così per solamente un giorno e mezzo di mare?

Beh, per dire la verità, non era propriamente una vacanza. Sono stata in Puglia per un press tour sulla conservazione della biodiversità delle farfalle, un progetto veramente interessante, di cui ti parlerò successivamente in un post più approfondito.

Se ne avessi avuto la possibilità sarei rimasta al Sud sicuramente più a lungo, sia per smaltire questo lungo viaggio, sia per i paesaggi ed i luoghi stupendi.

Come sopravvivere?

La vera formula magica per sopravvivere a tutte queste ore, in realtà, non esiste. Si può riassumere in un paio di parole: pazienza e pazienza.

Il viaggio è lungo ed interminabile ed è inutile farsi prendere dal panico, non si accorcia, anzi rischia di aumentare solamente.

Continuare a guardare l’orologio, non serve. Continuerai solamente a dirti: “Ma quando cavolo va avanti quella lancetta? Mi sembra immobile da una vita!“. Quando finalmente vedi che va avanti: “Ma come?! E’ passato solo un minuto?! Nooooo….“.

Continuare a guardare sul telefono la posizione del treno con gli eventuali minuti di ritardo, anche quello non farà che peggiorare la situazione. Se hai una coincidenza da prendere, ti verrà solamente più ansia per cui non potrai fare nulla perché non puoi andare nella prima carrozza e prendere i comandi al posto del macchinista. 😉

Viaggio in treno
Viaggio in treno

I consigli che ti posso dare, sulla base della mia esperienza, sono:

  • controlla se il tuo treno ha la connessione Wi-Fi (purtroppo solo i Freccia Rossa lo hanno), in caso contrario, come succederà la maggior parte delle volte, controlla quanti Giga hai ancora disponibili con la tua offerta e, se puoi, aggiungi un pacchetto supplementare;
  • se hai Spotify Premium (io ho approfittato dell’offerta estiva 3 mesi al prezzo di uno), ricordati, prima di partire, di scaricare le tue playlist preferite offline, in modo da non buttare spazio Internet per niente;
  • se hai Netflix, puoi scaricare su tablet o telefono, film o episodi delle tue stagioni preferite (questo secondo me è il modo migliore, peccato che prima di partire mi ero dimenticata la password dell’account e non ho avuto tempo di recuperarla 🙁 );
  • se viaggi in due od in gruppo, puoi pensare di portare un mazzo di carte e sfidare i tuoi amici ad un lungo torneo di Scala Quaranta, Poker…
  • il computer per me è stato indispensabile, ho lavorato al blog (video, articoli e foto) e studiato (questo non è molto divertente, mia è comunque un modo utile per impiegare il tempo 😉 );
  • altra cosa da fare prima di partire, se sei abbonato digitalmente a qualche rivista, scaricati i numeri appena usciti sul telefono e tablet;
  • durante il viaggio, cerca di variare le attività che fai, per non annoiarti più del dovuto. Io, per esempio, facevo un paio d’ore a studiare, 20 minuti di social sul cellulare, 1 ora di lavoro per il blog etc.
  • appena riesci, passaggi permettendo, cerca di alzarti dal sedile e farti una passeggiata per le carrozze. In questo modo non arriverai a destinazione con le gambe completamente doloranti ed informicolate. Se non riesci o non hai voglia di alzarti, almeno ogni ora, cambia posizione e muovi le gambe, anche se solamente sotto al tavolino (in questo modo ti eviterai anche dei tremendi mal di schiena).

Una piccola nota, in questo viaggio pieno di insidie, almeno l’elettricità non è stato un problema: tutti sedili del Freccia Bianca sono dotati di una presa propria. Questo è geniale e veramente utile!

Nel periodo che ho trascorso da pendolare sui treni regionali, ho visto di quelle scene per accaparrarsi una delle poche prese di corrente presenti!!

Tanti consigli per un viaggio un po più piacevole

Ti ho riempito di consigli ! 😉

Scusa se mi sono dilungata un po’ troppo, ma dovevo far passare le ore sul viaggio di ritorno, no? 😉

Tralasciando gli scherzi, spero veramente che questi consigli ti siano utili nel malaugurato caso in cui tu debba affrontare un viaggio del genere.

Se ne hai altri, scrivimeli pure nei commenti. Magari mi potranno servire in futuro. 🙂

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Kiss Kiss,

Cassandra

#ViaggiandoATestaAlta

6 Replies to “Come sopravvivere a 17 ore di treno in 3 giorni?”

  1. Io e il treno.. storia di un grande amore e odio.. odio profondo quando andavo all’università ed era sempre in ritardo, amore ora che nelle lunghe tratte quando sono in trasferta mi permette di rilassarmi e di lavorare (non parlo ovviamente dei regionali, che dovrebbero essere illegali!). Mi piace mettere le cuffiette, ascoltare un po’ di musica e intanto lavorare a pc. Ps: Dopo le quattro ore però inizio a dare i numeri ?

  2. Per me la soluzione ideale a questa super avventura sarebbe un bel libro trilher e si le carte..giocare a burraco e conoscere gente nuova ovunque sono un po’ le mie passioni!

  3. Tra poco più di una settimana avrò un fantastico viaggio della speranza da fare 😉
    Parte del viaggio saranno otto ore e mezza su un flixbus – mi viene già male.
    Ma, per fortuna, non ho mai usato il mese gratis di Netflix, e pensavo che questa sarebbe l’occasione perfetta.
    Se hai qualche documentario / film da consigliare, te ne sarei davvero grata!

    1. In bus penso che sia ancora più terribile che in treno. Ricordo il mio “viaggio della speranza” per Monaco di Baviera e Stoccarda. Non vedevo l’ora di scendere!
      Per di più era di notte ed avevano spento le luci, quindi, non potevo mettermi a guardare serie sul tablet.
      Io di Netflix adoro le serie Tv e ti consiglierei: Suits, The Reign, The Crown, The 100.

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