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Dove non andare in vacanza

Sono 20 i Paesi che la Farnesina definisce i più pericolosi al Mondo e sconsiglia per qualsiasi tipologia di viaggio: ecco la lista.

Prima di intraprendere un viaggio è sempre bene informarsi sulla situazione politico-economica della destinazione scelta nonché sul suo livello di sicurezza generale. Tra i 216 Paesi di tutto il Mondo, infatti, ve ne sono alcuni decisamente “off limits”.

Quali sono gli Stati più pericolosi al mondo? Nel portale Viaggiare Sicuri del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale sono presenti le schede informative di ogni singolo Paese, con indicazioni precise su sicurezza generale, criminalità, rischio terrorismo, rischi ambientali, sanità e varie avvertenze.

Ecco quali sono i 20 Stati più pericolosi al mondo secondo la Farnesina.

Indice dell'Articolo:

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Dove NON andare in vacanza: i 20 Paesi più pericolosi

Nel 2026 la lista è cambiata rispetto agli anni scorsi. Alcuni Paesi sono usciti dalla massima allerta, altri sono entrati a causa di conflitti armati, instabilità politica o gravi crisi umanitarie.

Qui sotto trovi l’elenco aggiornato, con una breve spiegazione per ciascuno Stato.

#1 Afghanistan 🇦🇫

dove non andare in vacanza
Afghanistan

In cima alla lista degli Stati più pericolosi al mondo vi è l’Afghanistan. Sotto il controllo dei Talebani dal 2021, il Paese è teatro di instabilità costante e grave crisi umanitaria.

La Farnesina sconsiglia “viaggi a qualsiasi titolo”, specificando che il rischio di sequestri e atti terroristici è elevatissimo in tutto il territorio nazionale, compresa Kabul.

La principale minaccia è oggi rappresentata dallo Stato Islamico della Provincia del Khorasan (ISIS-K), responsabile di attacchi mortali anche in luoghi frequentati da turisti stranieri, come Bamyan.

L’Ambasciata italiana a Kabul ha sospeso le attività ordinarie: in caso di emergenza, non è garantita alcuna assistenza consolare diretta. Si segnala inoltre il rischio di interruzioni improvvise di internet, telefonia e voli, senza preavviso.

#2 Haiti 🇭🇹

Haiti
Haiti

Sono assolutamente sconsigliati i viaggi ad Haiti, per qualsiasi ragione.

Il Paese è nel pieno di una crisi politica, istituzionale e securitaria senza precedenti. Le bande armate controllano oltre il 90% della capitale Port-au-Prince, comprese infrastrutture civili come scuole, ospedali e ministeri, rendendo persino gli spostamenti quotidiani un rischio per la vita.

Nel solo 2025, le Nazioni Unite hanno registrato almeno 5.915 persone uccise e 2.708 ferite a causa della violenza delle gang.

I rapimenti a scopo estorsivo, le violenze sessuali e le estorsioni sono episodi quotidiani, segnalati anche nei confronti di stranieri e operatori di organizzazioni internazionali.

L’aeroporto internazionale “Toussaint Louverture” di Port-au-Prince è chiuso da novembre 2024, rendendo estremamente difficile anche la sola evacuazione di emergenza. Si registrano inoltre gravi carenze di farmaci, acqua potabile, carburante e connettività telefonica e internet.

Le stesse precauzioni valide per Port-au-Prince si estendono a tutto il territorio nazionale, comprese le zone tradizionalmente turistiche come Jacmel, Cap Haïtien e Les Cayes.

#3 Iran 🇮🇷

teheran
Teheran, Iran

Si sconsigliano viaggi a qualsiasi titolo nel Paese.

L’Iran è attraversato da una profonda instabilità interna, accentuata dalla durissima repressione del movimento di protesta “Donna, Vita, Libertà” scoppiato nel 2022 e ancora attivo, seppur in forma sotterranea.

Il regime esegue regolarmente condanne a morte anche per reati di manifestazione pubblica, e i cittadini stranieri (compresi i doppio-cittadini italo-iraniani) sono stati arrestati senza preavviso e detenuti per mesi o anni con accuse generiche di “spionaggio” o “minaccia alla sicurezza nazionale”, con scarso o nullo accesso consolare.

Il rischio geopolitico regionale è elevatissimo: l’Iran è coinvolto attivamente nei conflitti in corso in Medio Oriente attraverso le milizie proxy che sostiene in Iraq, Siria, Libano e Yemen, ed è diretto protagonista delle tensioni con Israele e con gli Stati Uniti. Eventuali escalation militari possono verificarsi con rapidità e senza preavviso, rendendo impossibile qualsiasi pianificazione di evacuazione sicura.

#4 Iraq 🇮🇶

Iraq
Iraq

Sono sconsigliati i viaggi a qualsiasi titolo nel Paese.

La Farnesina ha confermato questo avviso ancora a febbraio 2026, invitando i connazionali presenti per turismo o la cui presenza non sia strettamente necessaria a lasciare il Paese.

Il rischio terrorismo rimane elevato, in particolare nelle province della fascia centrale. Lo Stato Islamico (ISIS) continua ad operare attraverso cellule dormienti e attacchi a bassa intensità nelle zone rurali, con tentativi di ricostituirsi anche grazie all’arrivo in Iraq di circa 5.700 detenuti trasferiti dalla Siria a inizio 2026.

A Baghdad, eventuali viaggi strettamente indispensabili possono essere effettuati unicamente dotandosi di veicoli blindati, scorta armata e alloggio con dispositivi di protezione statica. Le milizie filo-iraniane (Forze di Mobilitazione Popolare) presidiano numerose aree del Paese e hanno fermato in passato cittadini italiani per controlli sfociati in situazioni di rischio, come segnalato dalla Farnesina stessa alla fine del 2024.

Sono da evitare assolutamente spostamenti in auto al di fuori di contesti di sicurezza verificati, specialmente nelle ore serali e notturne.

Anche nella Regione Curda, tradizionalmente più stabile, si sconsigliano i viaggi non necessari, con spostamenti limitati alle aree urbane di Erbil, Sulaimaniya e Dohuk.

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#5 Libia 🇱🇾

Libia
Libia

I viaggi nel Paese sono sconsigliati se non dettati da ragioni di effettiva necessità, lavoro o affari. I viaggi a scopo turistico restano, invece, assolutamente sconsigliati, anche se organizzati tramite agenzie o tour operator.

La Libia rimane un Paese profondamente instabile, diviso di fatto in due aree di controllo: l’ovest fa capo al Governo di Unità Nazionale (GNU) con sede a Tripoli, mentre l’est è controllato dal Governo di Stabilità Nazionale di Bengasi, sostenuto dall’Esercito Nazionale Libico del generale Haftar.

A questa divisione strutturale si sovrappone un sistema ramificato di milizie armate che operano indipendentemente dai governi e che restano i veri arbitri del territorio, in particolare a Tripoli e dintorni.

Nel settembre 2025 la capitale è tornata sull’orlo di un conflitto aperto a seguito degli scontri tra le forze del premier Dbeibah e il gruppo armato Rada.

Nelle aree di Bengasi, Derna e più in generale nella Cirenaica, permane il rischio di attentati e azioni criminali da parte di gruppi di matrice jihadista. In tutto il territorio nazionale si segnalano rapimenti di stranieri, posti di blocco improvvisati gestiti da milizie non identificate, scarsa assistenza sanitaria e infrastrutture critiche in stato di degrado.

#6 Mali 🇲🇱

Si sconsigliano viaggi, a qualsiasi titolo, verso il Mali.

La situazione di sicurezza è peggiorata sensibilmente rispetto agli anni precedenti, anche nelle aree ritenute relativamente più stabili.

Dal 2023 il Mali ha espulso le forze francesi dell’Operazione Barkhane e la missione ONU MINUSMA (operativa dal 2013) è stata completamente ritirata entro la fine del 2023.

Il vuoto lasciato da queste forze è stato parzialmente colmato dall’arrivo dei contractor del Gruppo Wagner (oggi ridenominato Africa Corps), la cui presenza non ha migliorato le condizioni di sicurezza per i civili, compresi gli stranieri.

Tutto il Mali, compresa la capitale Bamako, è da considerarsi a rischio; tale rischio diviene elevatissimo nelle regioni settentrionali di Timbuctu, Gao e Mopti e in quelle centrali di Segou.

I principali gruppi attivi sul territorio sono la JNIM (Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin, legata ad Al-Qaeda) e lo Stato Islamico nel Grande Sahara (ISGS), entrambi responsabili di attacchi regolari contro civili, forze di sicurezza maliane e stranieri. Bamako stessa ha subito attacchi diretti nel 2024, incluso un assalto all’accademia militare.

Il rischio di rapimenti di cittadini occidentali è elevatissimo in tutto il Paese, comprese strutture ricettive, bar, ristoranti, siti turistici ed eventi pubblici. Si segnala inoltre che la giunta militare al potere ha adottato misure restrittive nei confronti dei media e delle organizzazioni internazionali, rendendo ancora più difficile ottenere assistenza in caso di emergenza.

#7 Mauritania 🇲🇷

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Moschea Chinguetti, Mauritania

Si sconsigliano i viaggi non necessari nel Paese.

Per le zone di confine con Mali, Algeria e Sahara Occidentale, il divieto è assoluto: si tratta di aree ad altissimo rischio terroristico e di rapimento, dove l’assistenza consolare è di fatto impossibile.

La Mauritania si trova al crocevia tra l’area saheliana e il Maghreb, rendendola particolarmente esposta all’attivismo dei gruppi jihadisti operativi nella regione, in primo luogo la JNIM (Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin, legata ad Al-Qaeda nel Maghreb Islamico).

Le zone desertiche orientali e settentrionali del Paese (incluse le aree intorno a Néma, Bassikounou e Oualata) sono considerate ad altissimo rischio per la presenza di cellule armate e di rotte di transito utilizzate dai gruppi terroristici attivi nel Sahel.

Si segnala, inoltre, la presenza di mine antiuomo nelle aree di confine con il Sahara Occidentale.

Anche nella capitale Nouakchott si raccomanda la massima prudenza: evitare spostamenti notturni, luoghi di assembramento e manifestazioni pubbliche.

I turisti stranieri, in particolare i viaggiatori in camper o auto che percorrono la rotta transahariana, sono un obiettivo frequente di rapine e sequestri nelle piste interne.

#8 Myanmar (Birmania) 🇲🇲

myanmar
Myanmar

Si sconsigliano viaggi a qualsiasi titolo nel Paese.

Il Myanmar è in guerra civile aperta dal colpo di Stato militare del febbraio 2021, con il quale la giunta armata (Tatmadaw) ha rovesciato il governo democraticamente eletto di Aung San Suu Kyi.

Le Forze di Difesa del Popolo (PDF) e numerose milizie etniche combattono attivamente contro l’esercito regolare in quasi tutte le regioni del Paese, con combattimenti particolarmente intensi negli stati Shan, Kayah (Karenni), Karen, Chin e Rakhine.

La situazione si è ulteriormente aggravata dopo il terremoto del 28 marzo 2025, che ha causato migliaia di vittime e ha reso ancora più precarie le infrastrutture sanitarie e logistiche già fortemente compromesse dal conflitto.

Il rischio per i cittadini stranieri è elevatissimo su tutto il territorio nazionale: si segnalano arresti arbitrari, anche nei confronti di turisti e giornalisti stranieri, da parte sia dell’esercito che delle milizie armate.

I bombardamenti aerei della giunta militare colpiscono regolarmente villaggi e aree civili, anche nelle zone un tempo frequentate dai turisti come Bagan, il Lago Inle e Mandalay. Vige un coprifuoco notturno con orari variabili per regione e senza preavviso.

L’accesso a internet è pesantemente censurato e soggetto a interruzioni improvvise, rendendo estremamente difficile comunicare in caso di emergenza.

L’Ambasciata italiana a Yangon opera in condizioni fortemente limitate: si raccomanda a chiunque si trovi nel Paese per ragioni di stretta necessità di registrarsi preventivamente presso la sede diplomatica e di dotarsi di un piano di evacuazione verificato.

#9 Niger 🇳🇪

Niger
Niger

Si sconsigliano viaggi a qualsiasi titolo nel Paese.

Il Niger è stato teatro di un colpo di Stato militare nel luglio 2023, con il quale la guardia presidenziale ha rovesciato il presidente democraticamente eletto Mohamed Bazoum, ancora detenuto dalla giunta.

Il nuovo governo militare ha espulso le forze francesi e la missione militare UE presenti nel Paese, avvicinandosi alla Russia e riducendo drasticamente la cooperazione con i partner occidentali.

Questo ha lasciato il territorio ancora più esposto all’attivismo jihadista, con la giunta incapace di colmare il vuoto lasciato dalle forze internazionali.

Il rischio di rapimenti e atti di criminalità ai danni di cittadini occidentali è elevatissimo in tutto il Paese, compresa la capitale Niamey. I gruppi JNIM e Stato Islamico nel Grande Sahara (ISGS) operano attivamente nelle regioni di Tillabéri e Tahoua, al confine con Mali e Burkina Faso, dove si registrano con frequenza attacchi contro civili, posti di blocco improvvisati e agguati.

Le regioni di Diffa (al confine con la Nigeria) e Agadez sono anch’esse ad alto rischio, rispettivamente per la presenza di cellule legate a Boko Haram e per i traffici criminali legati alle rotte migratorie transahariane.

Si segnala inoltre che il Niger, in seguito all’accordo con la Russia, ha ospitato l’arrivo di contractor del Gruppo Wagner/Africa Corps, la cui presenza non ha migliorato le condizioni di sicurezza per la popolazione civile e gli stranieri.

#10 Nigeria 🇳🇬

nigeria
Nigeria

In considerazione dell’attuale precaria situazione di sicurezza si raccomanda di limitare allo stretto necessario i viaggi nel Paese.

Sono assolutamente sconsigliati i viaggi nel nord-est (Stati del Borno, Yobe e Adamawa), dove operano le fazioni di Boko Haram e il gruppo ISWAP (Islamic State West Africa Province), ormai predominante rispetto alla galassia Boko Haram storica e responsabile di attacchi sempre più frequenti e letali contro civili, militari e operatori umanitari.

Sono altresì sconsigliati i viaggi nello Stato di Zamfara e più in generale nell’intera fascia del North West (Katsina, Sokoto, Kebbi), dove il fenomeno del banditismo armato su larga scala ha assunto dimensioni emergenziali, con villaggi interi attaccati, centinaia di civili uccisi e migliaia di rapiti a scopo estorsivo ogni anno.

La situazione nel Delta del Niger rimane critica per la presenza di gruppi armati locali, criminalità organizzata e rischio di sequestri di operatori stranieri nel settore energetico.

Anche nelle principali città del sud (Lagos, Abuja, Port Harcourt) si raccomanda la massima prudenza: sono sconsigliati gli spostamenti in auto al di fuori delle aree centrali, soprattutto nelle ore notturne.

Si segnalano frequenti rapine a mano armata, furti con strappo e sequestri lampo a scopo estorsivo anche nei confronti di stranieri.

#11 Papua Nuova Guinea 🇵🇬

papua-nuova-guinea
Papua Nuova Guinea

Sono sconsigliati i viaggi non necessari nel Paese.

Le condizioni di sicurezza sono precarie a causa dell’elevatissima criminalità e della scarsa efficienza delle forze di sicurezza locali.

Il tasso di criminalità è particolarmente elevato nella capitale Port Moresby e nelle città di Lae e Mount Hagen, dove operano bande criminali organizzate localmente note come “raskol”, coinvolte in rapine a mano armata, sequestri di veicoli e crimini violenti.

Disordini civili e attività criminali si sono verificati anche all’interno di resort turistici.

Si segnalano casi di sequestro nelle zone remote e in prossimità di siti minerari, anche ai danni di stranieri; in particolare, nella provincia di Enga (villaggio di Porgera) è in vigore lo Stato di Emergenza a causa di violenti scontri legati alle attività minerarie illegali.

Sono da evitare le province delle Highlands e il confine con la provincia indonesiana di Irian Jaya, dove sono presenti guerriglieri. È altresì consigliabile evitare qualsiasi spostamento a piedi dopo il tramonto e non utilizzare mezzi pubblici, preferendo vetture noleggiate da agenzie internazionali o fornite dall’hotel.

Per gli spostamenti fuori dai centri urbani sono indispensabili veicoli a quattro ruote motrici e una guida locale. Dal 1° ottobre 2025 è obbligatoria la compilazione di una Dichiarazione di Arrivo Digitale (DAC – Digital Arrival Card) prima dell’ingresso nel Paese.

Si segnala, inoltre, un aumento dei casi di Malaria e Dengue nella capitale Port Moresby: si raccomanda l’uso di repellenti e alloggi con zanzariere, nonché la stipula di una polizza assicurativa che copra le spese mediche e l’eventuale rimpatrio sanitario.

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#12 Repubblica Centrafricana 🇨🇫

Si sconsigliano viaggi a qualsiasi titolo verso la Repubblica Centrafricana.

La situazione di sicurezza nel Paese permane estremamente precaria e altamente volatile. Il governo del presidente Touadéra controlla di fatto solo la capitale Bangui e poche altre aree urbane, mentre oltre il 70% del territorio nazionale è in mano a una ventina di gruppi armati in conflitto tra loro e con le forze governative.

Il vuoto lasciato dalle forze francesi (espulse nel 2023 dopo anni di missione) è stato colmato dall’arrivo massiccio di contractor del Gruppo Wagner/Africa Corps, la cui presenza ha alimentato ulteriori violazioni dei diritti umani documentate da ONU e organizzazioni internazionali, senza migliorare le condizioni di sicurezza per la popolazione civile e gli stranieri.

Anche nella capitale Bangui la situazione è soggetta al rischio di repentini cambiamenti: alcuni quartieri periferici sono teatro di scontri e rapine a opera di bande armate, e il rischio di rapimenti di stranieri rimane alto, incluse le zone centrali della città.

Al di fuori di Bangui, qualsiasi spostamento è da considerarsi ad alto rischio di vita: le strade principali sono presidiate da checkpoint irregolari gestiti da milizie, dove si verificano estorsioni, sequestri e violenze. Le organizzazioni umanitarie internazionali presenti nel Paese operano esclusivamente con scorta armata e protocolli di sicurezza stringenti.

Non esiste un’Ambasciata italiana in loco: in caso di emergenza, il riferimento consolare è l’Ambasciata d’Italia a Yaoundé (Camerun).

#13 Repubblica Democratica del Congo 🇨🇩

Congo
Congo

Si sconsigliano i viaggi non necessari nel Paese.

Per l’est del Paese il divieto è assoluto: si tratta di un’area in guerra aperta, dove l’assistenza consolare è di fatto impossibile.

La situazione securitaria si è drasticamente aggravata rispetto agli anni precedenti. Nelle province orientali del Nord Kivu e Sud Kivu, il gruppo armato M23 ha condotto una significativa offensiva nel 2024-2025, culminata con la caduta di Goma, capoluogo del Nord Kivu e principale hub umanitario della regione, nel gennaio 2025.

Combattimenti attivi si registrano anche nelle province di Ituri, Maniema e Tanganyika, dove operano oltre 120 gruppi armati tra cui le FDLR (ex milizie hutu ruandesi) e numerose milizie Mai-Mai. Qualsiasi spostamento verso queste aree è da considerarsi a rischio di vita immediato.

Anche nella capitale Kinshasa e nelle principali città del Paese la situazione rimane pericolosa: frequenti sono gli episodi di estorsioni, aggressioni e rapimenti lampo a scopo di rapina, spesso attribuiti agli “Shegue” (adolescenti di strada) e ai Kuluna (bande giovanili organizzate), che agiscono anche di giorno nei quartieri più popolosi.

Si sconsigliano gli spostamenti a piedi e in taxi non prenotati, soprattutto nelle ore serali. Le forze di sicurezza locali hanno capacità di intervento molto limitate e in alcune circostanze si sono esse stesse rese protagoniste di estorsioni ai danni di stranieri.

Non esiste un’Ambasciata italiana a Kinshasa: il riferimento consolare è l’Ambasciata d’Italia a Brazzaville (Repubblica del Congo).

#14 Russia 🇷🇺

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Si sconsigliano i viaggi a qualsiasi titolo nel Paese.

La Farnesina raccomanda ai connazionali attualmente presenti in Russia di lasciare il territorio il prima possibile, avvalendosi dei voli commerciali ancora disponibili.

Dal febbraio 2022, con l’invasione su larga scala dell’Ucraina, la Russia è teatro di un conflitto attivo che ha trasformato radicalmente le condizioni di sicurezza per i cittadini stranieri. Le regioni di confine con l’Ucraina (Bryansk, Kursk, Belgorod e Rostov) sono state oggetto di attacchi con droni, bombardamenti e incursioni militari; la regione di Kursk in particolare ha subito un’invasione di forze ucraine nell’agosto 2024.

Sono da evitare assolutamente gli spostamenti in queste aree e nelle repubbliche del Caucaso del Nord (Cecenia, Daghestan, Inguscezia), dove il rischio di atti terroristici e violenze è elevatissimo.

Il rischio per i cittadini stranieri non riguarda solo le aree di conflitto: si segnalano con frequenza crescente arresti arbitrari di cittadini occidentali con accuse generiche di spionaggio, violazione delle normative sui media o “attività ostili allo Stato”. Una volta fermati, gli stranieri possono essere trattenuti per periodi prolungati con scarso o nullo accesso consolare.

Le ambasciate occidentali, inclusa quella italiana, operano con personale ridotto e capacità di assistenza fortemente limitate.

#15 Siria 🇸🇾

Si sconsigliano i viaggi a qualsiasi titolo nel Paese.

A dicembre 2024 il regime di Bashar al-Assad è caduto dopo oltre 13 anni di guerra civile, in seguito all’offensiva fulminea del gruppo Hayat Tahrir al-Sham (HTS) e delle forze ribelli alleate.

Nonostante questo cambiamento epocale, la Siria non può essere considerata una meta sicura: il Paese è frammentato tra molteplici fazioni armate che controllano aree diverse del territorio, con HTS dominante nel nord-ovest (Idlib e Aleppo), le Forze Democratiche Siriane (SDF) a guida curda nel nord-est, e milizie filo-turche attive lungo il confine settentrionale.

L’ISIS mantiene cellule attive nelle zone desertiche centrali (regione di Deir ez-Zor e Palmira) e continua a condurre attacchi terroristici.

Le infrastrutture civili (ospedali, strade, reti elettriche e idriche) sono gravemente compromesse dopo oltre un decennio di conflitto. Si segnalano enormi quantità di ordigni inesplosi e mine antiuomo in tutto il territorio, anche nelle aree urbane già teatro di combattimenti come Aleppo, Homs e Raqqa.

Il rischio di rapimenti, violenze occasionali e attentati rimane elevatissimo, in particolare nelle aree di transizione tra le diverse zone di controllo.

L’Ambasciata italiana a Damasco ha sospeso le proprie attività: in caso di emergenza non è garantita alcuna forma di assistenza consolare diretta.

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#16 Somalia 🇸🇴

Alla luce della persistente minaccia nei confronti di cittadini ed obiettivi occidentali, si sconsigliano sia i viaggi sia la permanenza nel Paese, a qualsiasi titolo.

La Somalia rimane uno degli Stati più pericolosi al mondo. Il gruppo jihadista Al-Shabaab (affiliato ad Al-Qaeda) controlla vaste aree rurali del centro-sud del Paese e conduce attacchi regolari nella capitale

Mogadiscio e nelle principali città, nonostante la presenza delle forze della missione dell’Unione Africana ATMIS (succeduta ad AMISOM). Gli attentati colpiscono con frequenza hotel, ristoranti, uffici governativi, sedi di organizzazioni internazionali e l’aeroporto internazionale di Mogadiscio.

Nel 2025 si è registrata un’intensificazione degli attacchi anche nelle regioni centro-meridionali di Bay, Bakool e Lower Shabelle, tradizionalmente più stabili rispetto al passato.

La regione semi-autonoma del Puntland e la regione autonoma del Somaliland godono di condizioni di sicurezza relative migliori rispetto al resto del Paese, ma rimangono anch’esse sconsigliate per qualsiasi forma di viaggio, anche a causa del rischio di pirateria marittima lungo le coste e di rapimenti a scopo estorsivo nelle zone rurali.

Non esiste un’Ambasciata italiana in Somalia: in caso di emergenza il riferimento consolare è l’Ambasciata d’Italia a Nairobi (Kenya).

#17 Sudan 🇸🇩

È assolutamente sconsigliato recarsi in Sudan, a qualsiasi titolo.

La Farnesina raccomanda ai connazionali ancora presenti nel Paese di lasciare immediatamente il territorio, avvalendosi di qualsiasi mezzo di trasporto disponibile.

Dall’aprile 2023 il Sudan è teatro di una guerra civile devastante tra le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le Rapid Support Forces (RSF), la milizia paramilitare guidata dal generale Mohamed Hamdan Dagalo (“Hemeti”).

I combattimenti hanno interessato fin dall’inizio la capitale Khartum, che è rimasta per mesi teatro di scontri urbani violentissimi, con bombardamenti aerei, artiglieria pesante e combattimenti strada per strada. La città è in larga parte distrutta e priva di servizi essenziali.

Il conflitto si è rapidamente esteso alla regione del Darfur e agli stati del Kordofan e del Nilo Blu.

La crisi umanitaria è tra le più gravi al mondo: oltre 10 milioni di sfollati interni e milioni di rifugiati nei Paesi confinanti, ospedali fuori servizio, carenza totale di cibo, acqua potabile e medicinali in ampie aree del Paese.

Il rischio per i cittadini stranieri è elevatissimo su tutto il territorio nazionale: si segnalano rapimenti, violenze indiscriminate e impossibilità di evacuazione in molte aree.

L’Ambasciata italiana a Khartum ha sospeso le proprie attività: in caso di emergenza il riferimento consolare è l’Ambasciata d’Italia al Cairo (Egitto). Non è garantita alcuna forma di assistenza consolare diretta nel Paese.

#18 Sud Sudan 🇸🇩

È altamente sconsigliabile recarsi in Sud Sudan, a qualsiasi titolo.

La situazione di sicurezza, già critica negli anni precedenti, si è sensibilmente deteriorata a partire dal 2024. Il fragile accordo di pace del 2018 (Revitalized Agreement) è di fatto collassato: scontri armati tra le forze governative del presidente Salva Kiir e le milizie fedeli all’ex vicepresidente Riek Machar si sono riaccesi in diverse regioni del Paese, in particolare negli stati di Unity, Upper Nile e Jonglei.

La situazione rischia di precipitare in una nuova guerra civile su larga scala, simile a quella devastante del 2013-2018. Si registra una forte presenza di forze armate nei principali centri urbani, mentre al di fuori di essi operano gruppi armati non regolari e milizie etniche difficilmente identificabili.

Nella capitale Juba si osserva un aumento esponenziale della criminalità anche ai danni di stranieri: rapine a mano armata, furti con violenza e sequestri lampo sono episodi frequenti, anche nelle zone frequentate da diplomatici e operatori umanitari.

Ulteriori fattori di rischio sono la grande diffusione di armi da fuoco leggere, il pessimo stato della rete stradale e la presenza di mine antiuomo in molte regioni del Paese al di fuori delle strade principali.

Le strutture sanitarie sono gravemente carenti o del tutto assenti fuori da Juba: qualsiasi emergenza medica può rivelarsi fatale per la mancanza di cure adeguate e per la difficoltà di evacuazione.

Non esiste un’Ambasciata italiana in Sud Sudan: in caso di emergenza il riferimento consolare è l’Ambasciata d’Italia ad Addis Abeba (Etiopia).

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#19 Ucraina 🇺🇦

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Kiev, Ucraina

Si sconsigliano i viaggi a qualsiasi titolo nel Paese.

La Farnesina raccomanda ai connazionali ancora presenti in Ucraina di lasciare immediatamente il territorio, avvalendosi dei corridoi stradali verso i Paesi confinanti (Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Moldova) fin quando le condizioni lo consentono.

Dal 24 febbraio 2022 l’Ucraina è teatro di una guerra su larga scala con la Russia, che ha coinvolto l’intero territorio nazionale con bombardamenti aerei, attacchi missilistici e con droni.

Le regioni di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson sono zona di guerra attiva con combattimenti quotidiani al fronte. Le regioni di Kharkiv, Sumy e Mykolaiv sono regolarmente oggetto di bombardamenti a lungo raggio.

Anche le città più distanti dal fronte, incluse Kiev, Leopoli e Odessa, sono state colpite da attacchi missilistici e con droni senza preavviso, diretti contro infrastrutture energetiche, civili e militari.

Si segnala la presenza massiccia di ordigni inesplosi e mine antiuomo in tutte le aree precedentemente teatro di combattimenti.

I rischi per i cittadini stranieri sono molteplici: oltre al pericolo diretto dei bombardamenti, si segnala il rischio di essere coinvolti in operazioni di mobilitazione militare nelle aree di conflitto, la difficoltà di evacuazione in caso di emergenza e la grave carenza di servizi essenziali in molte aree del Paese a causa dei danni alle infrastrutture energetiche.

#20 Yemen 🇾🇪

yemen
Yemen

È assolutamente sconsigliato recarsi in Yemen, a qualsiasi titolo e in qualsiasi area del Paese, inclusa l’isola di Socotra.

Il conflitto in Yemen, scoppiato nel 2015, non ha trovato una soluzione definitiva nonostante la tregua mediata dall’ONU nel 2022.

Il Paese rimane diviso tra il governo riconosciuto internazionalmente (sostenuto dalla coalizione a guida saudita) e i ribelli Houthi (Ansar Allah), che controllano la capitale Sana’a, gran parte del nord e dell’ovest del Paese, inclusa la costa sul Mar Rosso.

A partire dalla fine del 2023, gli Houthi hanno aperto un nuovo fronte nel Mar Rosso, lanciando attacchi con missili e droni contro navi commerciali e militari in transito, con ripercussioni dirette sulla sicurezza dell’intera regione e risposte militari da parte di Stati Uniti e Regno Unito.

Questa escalation ha ulteriormente aumentato il rischio di attacchi contro obiettivi occidentali in tutto il Paese.

Il rischio di attentati contro strutture governative e obiettivi occidentali, di sequestri e di azioni ostili ai danni di cittadini stranieri rimane elevatissimo su tutto il territorio nazionale, da parte sia di gruppi Houthi che di cellule di Al-Qaeda nella Penisola Arabica (AQAP), attive in particolare nelle province di Marib, Shabwa e Abyan.

Le infrastrutture civili sono gravemente danneggiate dopo un decennio di conflitto e la crisi umanitaria è tra le peggiori al mondo.

L’Ambasciata d’Italia a Sana’a ha sospeso le proprie attività dal 13 febbraio 2015 e non è in grado di fornire alcuna forma di assistenza consolare: in caso di emergenza il riferimento è l’Ambasciata d’Italia ad Amman (Giordania).

Mappa dei Paesi più pericolosi al Mondo

Le Domande Frequenti su Dove Non Andare in Vacanza

Nel 2026 la Farnesina indica 22 Paesi con livello di massima allerta, cioè destinazioni in cui sono sconsigliati viaggi a qualsiasi titolo.
Si tratta di Stati coinvolti in conflitti armati, guerre civili, gravi crisi umanitarie o caratterizzati da instabilità politica e rischio terrorismo elevato.

Tra questi rientrano, ad esempio, Afghanistan, Siria, Sudan, Ucraina, Russia, Yemen, Somalia e altri Paesi dell’area saheliana e dell’Africa centrale.

La lista può variare nel tempo, per questo è sempre fondamentale consultare la scheda aggiornata su Viaggiare Sicuri prima della partenza.

Secondo il Global Peace Index 2025, l’Islanda si conferma il Paese più sicuro e pacifico al mondo, posizione che mantiene stabilmente da molti anni.

Completano la top 5 Irlanda, Austria, Nuova Zelanda e Singapore.
Anche nei Paesi considerati molto sicuri è comunque importante monitorare eventuali allerte locali o eventi naturali straordinari.

La maggior parte dei Paesi europei è considerata sicura per il turismo. Fanno eccezione le aree direttamente coinvolte in conflitti armati, come l’Ucraina.

In generale, l’Europa occidentale e centrale presenta livelli di sicurezza elevati, con rischi principalmente legati a microcriminalità o eventi isolati.

Quando la Farnesina sconsiglia i “viaggi non necessari”, significa che la situazione nel Paese è critica o instabile, ma non tale da richiedere l’evacuazione totale o il divieto assoluto.

In questi casi si invita a valutare attentamente la reale urgenza dello spostamento e a monitorare costantemente eventuali aggiornamenti.

Prima di prenotare o partire è consigliabile:

Le condizioni possono cambiare rapidamente, soprattutto nelle aree politicamente instabili.

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Sono Cassandra, una giovane appassionata di viaggi e tecnologia. Vivo a Milano, dove mi sono laureata in Sicurezza Informatica e lavoro come tecnico informatico. Amo l'avventura e ho avuto la fortuna di visitare 29 Paesi in 5 continenti. Dal 2016 nel mio blog condivido le mie esperienze di viaggio, offrendo consigli utili per scoprire il Mondo in modo intelligente e conveniente.

Comments:

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    Mirco Chimenti

    Novembre 7, 2024

    Le Filippine sono sicure? E’ possibile organizzare un viaggio a Novembre ?

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