Barranco del Infierno, trekking medio-facile nel Sud di Tenerife
Uno dei percorsi di trekking più belli ed economici a Tenerife è il Barranco del Infierno, un’area protetta nel Sud dell’isola classificata come Riserva Naturale Speciale per il suo alto valore geologico e archeologico.
Come se non bastasse, è anche una zona molto sensibile data la presenza al suo interno di grotte aborigene, oltre che di un gran numero di flora e fauna endemiche. Il tutto condito dalla presenza di una cascata alla fine del sentiero dove, in certi periodi dell’anno, l’acqua cade con forza e abbondanza.
Come arrivare al Barranco del Infierno?
Il Barranco del Infierno si trova esattamente nel Sud-Ovest dell’isola di Tenerife, precisamente nel comune di Adeje. Per arrivarci, il modo più semplice è recarsi nella città di Adeje (da non confondere con la zona alberghiera vicino al mare). Per farlo devi prendere l’uscita 79 dell’autostrada TF-1.
Una volta nella città di Adeje (sopra l’autostrada Sud) è meglio chiedere alla gente del luogo poiché i segnali non sono del tutto chiari. Detto questo, l’accesso principale al burrone si trova alla fine di Calle de los Molinos 46 vicino a un’area di parcheggio. Google Maps localizza l’ingresso senza alcun problema (qui la posizione).
In alternativa, puoi parcheggiare l’auto nel centro di Adeje (ci sono sia parcheggio a pagamento – linee blu – che gratuiti – linee bianche) e proseguire a piedi percorrendo una ripida salita che ti porterà direttamente all’ingresso del Barranco.
Dove si effettuano le prenotazioni per accedere al Barranco del Infierno?
L’ingresso al Barranco del Infierno è regolato dal Cabildo de Tenerife. Per questo motivo non è possibile accedervi liberamente se non previa prenotazione (la capienza massima è di 300 persone al giorno).
Le prenotazioni si effettuano tramite il sito web del Barranco del Infierno e bisogna scegliere l’orario in cui si vuole effettuare la visita in base al calendario e all’orario disponibile.
Gli orari di accesso sono dalle 08:30 alle 13:00. Puoi rimanere all’interno del burrone fino alle ore 16:00 in inverno (ore 17:00 in estate). Se vuoi evitare il caldo, in modo particolare in estate, un buon momento per iniziare il percorso è intorno alle 10:00.
Il prezzo di accesso è di € 8,50 per i non residenti e € 4,50 per i residenti.
Il pericolo dei barranchi nelle Isole Canarie
Tra il 2010 e il 2015 l’accesso al burrone è stato chiuso al pubblico a causa di sfortunati incidenti (alcuni purtroppo con vittime). Dopo la riapertura del sentiero nel 2015, un nuovo incidente mortale ha costretto la gola alla chiusura per 4 mesi. Ora l’accesso è stato limitato a 300 persone al giorno ed è obbligatorio l’uso del casco (fornito gratuitamente all’ingresso).
Attualmente il punto di maggior pericolo all’interno del Barranco del Infierno è rappresentato dal tratto finale del sentiero: una volta superata la zona di La Cogedera il sentiero si restringe proseguendo tra alte pareti dove il rischio di frane è abbastanza elevata.
A parte questo, il percorso è semplice. Non ci sono zone con precipizi ed il dislivello non è troppo elevato.
Escursione al Barranco del Infierno a Tenerife
Una volta arrivato all’ingresso del Barranco del Infierno un addetto verificherà la tua prenotazione e ti fornirà una spiegazione con le regole per effettuare la visita. Ricorda che è obbligatorio indossare il casco (offerto gratuitamente all’ingresso) per tutto il percorso.
In questo periodo di emergenza sanitaria (io ci sono stata ad Aprile 2021) indossare la mascherina è obbligatorio per tutto il tour.
A questo punto è il momento di iniziare il sentiero. Il percorso per raggiungere la cascata è di poco più di 3 km (circa 6,5 km andata e ritorno).
Il sentiero del Barranco del Inferno inizia ad un’altezza di circa 350 metri e piano piano l’altitudine aumenta. Pochi minuti dopo l’inizio della passeggiata, le panoramiche dell’imponente burrone iniziano a diventare protagoniste. I primi 45 minuti del tour trascorrono tra lievi salite che permettono di godersi il paesaggio e scattare foto da una parte e dall’altra come ricordo.
Presto si raggiune la zona conosciuta come Bailadero de las Brujas e successivamente piccoli canali d’acqua compaiono ai lati del sentiero. La presenza dell’acqua ha fatto sì che questa zona fosse anticamente abitata dai Guanci, i nativi dell’isola di Tenerife. Sono state trovate grotte, incisioni rupestri e la mummia più antica dell’isola (1665 anni), così come utensili che possono essere visti attualmente se visiti il Museo Archeologico di Tenerife a Santa Cruz.
Lungo il sentiero troverai dei cartelli che ti indicheranno a che punto sei, quanto hai percorso, quanto manca e alcune caratteristiche della flora e della fauna che puoi trovare in quel preciso punto.
La zona contrassegnata come La Cogedera è dove il personale del burrone permette di fermarti e riposare un po’. Si tratta di un’area aperta all’interno della gravina dove non c’è pericolo di frane, quindi è una buona zona per mangiare qualcosa prima di proseguire il percorso verso la cascata del Barranco del Infierno.
Un enorme baule di legno contrassegnato con materiale sanitario ci ricorda dove siamo e cosa è successo in passato. Non abbassare mai la guardia e presta attenzione a ciò che ti circonda!
Dopo aver lasciato La Cogedera il sentiero inizia a restringersi. L’istruzione ricevuta al momento dell’accesso è di non sostare in nessuna zona da questo punto in poi. Cioè, continua lentamente, ma senza fermarti fino a raggiungere la fine del sentiero.
Ci sono anche dei cartelli che indicano i punti dove assolutamente non fermarsi per pericolo di caduta massi, mi raccomando fai attenzione!
Il sentiero inizia a scurirsi a causa della fitta vegetazione. I muri del barranco iniziano a chiudersi ai lati e l’umidità entra in scena. Potrai sentire chiaramente la presenza dell’acqua e vedere come la vegetazione inizia a cambiare.
Il paesaggio iniziale caratterizzato da tabaibas e cardones è seguito da gelsomino selvatico, alcune palme e alberi di drago. All’improvviso, dopo una svolta, troviamo il tronco di un albero che cattura subito l’attenzione. Al variare della temperatura iniziano a comparire anche quelle specie tipiche della foresta termofila. Il paesaggio ora è molto più attraente.
Certo, dove c’è flora c’è anche la fauna. Il suono predominante proviene dalle piccole pozze d’acque che si trovano lungo il percorso e si tratta del verso di alcune piccole rane che ti accompagneranno nel percorso fino alla cascata.
Piccoli torrenti sul sentiero si susseguono fino a raggiungere la meta finale e ammirare la cascata.
La cascata si apre bruscamente fino a raggiungere un’altitudine di circa 200 metri. È così alta e le pareti così ripide che difficilmente puoi vedere dove l’acqua inizia a cadere. La vista è davvero mozzafiato!
A questo punto non c’è pericolo. Puoi fare mille foto. C’è anche la sorveglianza, il personale del Barranco del Infierno vigila sulla sicurezza dei visitatori.
Da qui non resta che riprendere a camminare lungo la strada, non senza voltarsi indietro per vedere un’ultima volta la cascata mentre i raggi del sole la illuminano.
Se preferisci un servizio più completo con una guida in italiano, tour di Adeje e bel barranco, servizio di pick up direttamente in hotel e pranzo in un ristorante locale, puoi prenotare qui il tuo biglietto per il tour guidato del Barranco del Infierno.
Consigli per visitare il Barranco del Infierno
- Si sconsiglia la visita in caso di pioggia o vento a causa del rischio di frane. Tuttavia, se sussistono queste condizioni, molto probabilmente l’accesso sarà chiuso al pubblico.
- Ricordati di portare scarpe adatte, acqua, qualcosa da mangiare e il tuo documento d’identità. Oltre ad essere puntuali. Non dimenticare che l’accesso è limitato.
- Non è necessario stampare il biglietto. Basta mostrarlo sul tuo cellulare.
- L‘accesso è vietato ai bambini sotto i 5 anni (non sono ammessi marsupi).
- Essendo un’area molto sensibile dichiarata Riserva Naturale Speciale, è severamente vietato fare il bagno in uno qualsiasi degli stagni situati all’interno della gravina. La tentazione è grande ma i danni a flora e fauna sono irreparabili.
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Kiss Kiss,
Cassandra
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